Ci sono parole complesse che utilizziamo tutti i giorni, ma che a volte non sono immediatamente decifrabili o traducibili in italiano. Sono voci che arricchiscono il vocabolario e che trasferiscono l’esperienza di guida nel parlato di tutto il giorno. Conoscerne il significato è importante non solo per una questione di cultura generale, ma anche per la sicurezza di chi guida. Un esempio? La parola aquaplaning.

Che cosa significa aquaplaning?

Probabilmente te ne ricorderai perché era presente nei quiz della patente. Do you remember il segnale con le onde del mare? Ecco, sì, quello che spesso ha fatto cadere gli esaminandi. Ma al di là della crocetta sbagliata, il fenomeno dell’aquaplaning può essere molto pericoloso e pertanto è bene conoscerlo, soprattutto perché può essere pericoloso, soprattutto se non si rispettano alcune norme di sicurezza.

La parola aquaplaning deriva dal verbo inglese “to aquaplane”, cioè andare sull’acquaplano. Infatti, la definizione di aquaplaning è questa: è lo slittamento degli pneumatici di una auto quando procede a grande velocità su una strada molto bagnata. In pratica si ha quella stessa sensazione di galleggiare su un acquaplano più che guidare una vettura

Pertanto una ingente quantità di acqua piovana ricopre il manto stradale e impedisce di avere il contatto tra la ruota e la superficie stradale. Il risultato finale? L’auto non rallenta, né può cambiare direzione, perché conserva le condizioni iniziali con le quali aveva approcciato la pozzanghera.

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Le cause dell’aquaplaning

Non sempre l’aquaplaning è totale. Per esempio se coinvolge solo alcuni dei 4 pneumatici si parla di aquaplaning parziale. Tuttavia, anche in questo caso, è bene prestare la massima attenzione perché può provocare problemi di sovrasterzo e sottosterzo quando si imbocca una curva. Ma adesso ti mostriamo quali sono le cause dell’aquaplaning in un breve schema

La velocità è una causa dell’aquaplaning?

Assolutamente sì. L’ingresso ad alta velocità del veicolo nella pozzanghera causa lo slittamento sull’acqua degli pneumatici

Quanto incide il volume dello strato d’acqua depositato sul manto stradale? C’è una misura?

Il volume è variabile. Non c’è una dimensione precisa. Anche perché sussistono altri parametri da considerare, quali il rapporto tra massa e superficie. Pertanto se due auto diverse montano entrambe gomme sgonfie, il veicolo più leggero rischia più facilmente di incorrere nel fenomeno di aquaplaning. E occhio anche alle sospensioni

L’usura e la scarsa pressione degli pneumatici causano l’aquaplaning

Sì, senza dubbio. In particolare se la tua auto cammina su gomme sgonfie e consumate, rischi di scivolare sull’acqua anche se guidi a una velocità inferiore a quella considerata a rischio.

Quali sono i rimedi per l’aquaplaning?

Fortunatamente esistono dei consigli per ovviare a questo problema e per guidare in tutta sicurezza. Alcuni riguardano in prima persona te che sei in auto, altri invece no. Nel dettaglio i rimedi per l’aquaplaning sono:

  • Ricordati che non devi dimostrare di essere un mago della pioggia come in Formula 1. Sotto il diluvio o pioggia torrenziale riduci la velocità. Modera la velocità anche se le condizioni atmosferiche sono migliorate. L’asfalto non si asciuga subito
  • Un manto drenante evita di creare pozzanghere sulla carreggiata. Sì, questa è responsabilità di chi costruisce e gestisce gli assi viari. Tu, però, ricordati di dare un’occhiata al punto 1 e al punto 3 di questo elenco
  • Controlla sempre l’usura delle tue gomme, monta pneumatici adeguati, ovvero quelli con battistrada progettati proprio per comprimere il volume dell’acqua tra la ruota e l’asfalto. Se non sai quale scegliere, puoi dare un’occhiata al link qui sotto. Oppure contattarci per ricevere un’adeguata assistenza all’acquisto.